blog su Geronimo a cura di @maddamaddamadda


Capitolo 1 – La nascita del mito

Tempo di lettura: 11 minuti

1. Il mito

Che Geronimo sia un topo giornalista e direttore dell’Eco del Roditore è un fatto noto. Prometto che non lo ricorderò all’inizio di ogni capitolo, anche se questa non sarà l’ultima volta.

Geronimo è, però, soprattutto uno scrittore, sull’Isola dei Topi e nel nostro mondo.

Le sue sono autobiografie (ahimè) fittizie, raccontate in prima persona, con una focalizzazione interna fissa. L’unico punto di vista è il suo e domina il testo dall’inizio alla fine. In poche parole, tutti gli eventi e i personaggi vengono sempre filtrati attraverso le sue lenti da topastro borghese.

L’autorialità di Geronimo è il fondamento della struttura dei suoi libri.

La sua è l’unica firma a comparire in copertina, spesso con un font che imita la scrittura a mano, come se l’avesse scribacchiata di suo pugno. Nella quarta di copertina c’è una sua immagine in posa, in atteggiamento pensoso, da vero scrittore radical chic; poco sotto una breve biografia lo dipinge come uno stimato intellettuale di Topazia. Perfino nella scheda tecnica con i riconoscimenti autoriali e le informazioni di copyright, che difficilmente viene consultata da un lettore, figuriamoci da un bambino, si legge: “testi: Geronimo Stilton”.

A sinistra, la quarta di copertina di una prima edizione della Piemme (2000), con foto di Geronimo e biografia, come se fosse il vero autore. A destra, scheda tecnica di una prima edizione della Dami Editore (1997) e di una prima edizione di Piemme (2000), in entrambe si legge “testi: Geronimo Stilton”.

La mano dell’uomo che tira le fila del topo è celata perfettamente dietro questi minuziosi dettagli.

Ricordo che da piccola oscillavo tra la voglia di credere nella finzione letteraria e quella di smascherare l’autore segreto, soprattutto quando mettevo al setaccio le sue avventure per cercare di cogliere in fallo la penna umana e, puntualmente, non ci riuscivo mai.

Ogni libro era – ed è ancora oggi – custode del mistero della sua vera paternità, senza eccezioni.

Mi spingo a dire che è proprio l’immersione totalizzante e immutabile nel mondo di Topazia l’arma più potente dei libri di Geronimo e lo spartiacque che li ha trasformati da semplici canali di intrattenimento per l’infanzia a veri e propri oggetti di culto.

In gergo tecnico questo superpotere di Geronimo ha un nome: isomorfismo.

L’isomorfismo è un concetto rubato alla matematica, che descrive

Due elementi isomorfici sono dunque strutturalmente identici, fatta eccezione per alcune piccole differenze. Cosa c’entra tutto ciò con la narrativa e, soprattutto, con il topo?

Ebbene, la produzione di Geronimo è composta proprio da isomorfismi: avventure con un impianto sempre identico e allo stesso tempo con sostanziali variazioni di contenuto.

Oltre all’autorialità fittizia, il mondo stltoniano è infatti pieno di altri concetti immutabili: i personaggi e la loro caratterizzazione, i messaggi e i valori veicolati, il linguaggio e le strutture narrative.

Man mano che li analizzeremo tutti, è fondamentale ricordare quanto la loro forza stia proprio nell’isomorfismo.

L’isomorfismo è molto ricorrente nell’ambito dell’intrattenimento.

Spiega perché il professore Stefano Calabrese nel suo articolo “Geronimo Stilton e gli indici edonici”:

E’ il motivo per cui tendiamo a guardare per anni lo stesso reality in tv o a scegliere in libreria sempre lo stesso genere letterario. La familiarità ci conforta. Ci tranquillizza sapere che la struttura rimarrà intatta e che i cambiamenti saranno minimi, quel tanto che basta per illuderci di fruire di un contenuto nuovo.

Certamente l’isomorfismo rappresenta un’arma a doppio taglio. Se le iterazioni vengono utilizzate con pigrizia e poca originalità rischiano di generare contenuti sterili e non interessanti, che inibiscono i gusti del pubblico e impoveriscono il panorama artistico.

Una tendenza tristemente attuale, in un mondo dell’intrattenimento che oggi si basa principalmente su sequel e paura di osare.

Sono più di vent’anni che Geronimo combatte contro queste stesse critiche, capiremo insieme se esse siano più o meno fondate.

2. La nascita

A questo punto mettiamo da parte paroloni e teorie psicologiche per svelare finalmente il grande segreto ancora in sospeso: chi si nasconde dietro la penna di Geronimo?

Una donna. Una donna dalla storia incredibile. La mitica Elisabetta Dami.

Dami scrive le prime avventure di Geronimo nella Milano di inizio anni ’90.

Potremmo definirla una nepo baby di altri tempi, visto che il padre, Piero Dami, è direttore della casa editrice Dami Editore.

Piero decide di aiutare la figlia a trasformare il suo sogno di scrittrice in realtà, pubblicando nel 1997 il suo primo libro: Il mistero dell’occhio di smeraldo.

L’idea è creare una piccola raccolta intitolata Storie coi baffi, con il topo Geronimo e la sua pazza famiglia come protagonisti. Al primo racconto ne seguono subito altri tre nello stesso anno.

Il progetto editoriale è molto curato: le copertine sono tutte in cartone rigido con un cordino segna pagina rosso all’interno; si scelgono delle grafiche accattivanti e d’impatto, con font bold e colori saturi; il giovane Tony Wolf, figlio del famoso illustratore Matt Wolf, realizza degli acquerelli, ironici e raffinati, per accompagnare il testo.

Tutta l’attenzione al dettaglio e l’anima dell’odierno progetto Stilton sono già presenti in questi primi volumi. Si tratta di oggetti da collezione molto ricercati e dal grande valore artistico (oltre che monetario, su Ebay ho visto annunci intorno ai mille euro).

Sempre nel 1997 esce una seconda edizione, con piccoli cambiamenti grafici in copertina, che rendono l’impaginazione più equilibrata.

Nel 1999 una terza edizione porta alla pubblicazione di altre quattro storie.

Grazie ai diversi contatti editoriali di Piero Dami in Germania, gli otto volumi delle avventure di Geronimo sono distribuiti anche dall’editore tedesco OZ Verlag, con una grafica identica a quella italiana.

E’ qui che però si ferma la vita editoriale di Geronimo in casa Dami.

Tre edizioni di Il mistero dell’occhio di smeraldo a confronto. Partendo da sinistra: la primissima edizione della Dami Editore (1997); la seconda, con la nuova impaginazione della copertina (1997-1999); e l’edizione tedesca che riprende la grafica italiana, edita da OZ Verlag (1999).

A sorpresa, nel 1999 Elisabetta lascia la casa editrice di famiglia e va a lavorare in Edizioni Piemme. Ovviamente porta con sé anche Geronimo, che infatti a partire dal 2000 viene pubblicato proprio da Piemme sotto il marchio Il battello a vapore, nella collana Storie da ridere.

I libri scritti fino a quel momento sono tutti ripubblicati e Il mistero dell’occhio di smeraldo diventa il settimo di questa nuova collana, mentre il primo posto viene preso da una nuova storia: Il misterioso manoscritto di Nostratopus.

Geronimo è sottoposto a un restyle completo: copertine flessibili color giallo formaggio, grafiche più leggere e illustrazioni cartoon.

Le ristampe e le nuove edizioni si susseguono in pochissimo tempo, tanto che è difficilissimo datarle con precisione e star dietro a tutti i piccoli cambiamenti estetici (servirà un capitolo a parte dedicato), fatto sta che ad un certo punto – stimo tra l’ottava e la decima edizione, a seconda del libro – le avventure di Geronimo si sganciano dal Battello a Vapore e diventano una collana indipendente.

Due edizioni di Il mistero dell’occhio di smeraldo a confronto. A sinistra la prima edizione pubblicata da Piemme (2000); a destra l’ottava (datazione incerta), a partire dalla quale la serie di Storie da ridere si è sganciata da Il battello a vapore ed è diventata una collana indipendente.

Con la pubblicazione sotto Piemme, Stilton diventa immediatamente un caso letterario.

E in effetti Geronimo arriva al cuore dei giovanissimi grazie a tutte le strategie innovative di cui abbiamo parlato a inizio capitolo.

Dami conosce il suo target e riesce a parlargli perfettamente, inducendo i bambini ad appassionarsi e a volerne sempre di più.

Dal 2003 Piemme entra a far parte del Gruppo Mondadori e la fama di Geronimo cresce ancora, portandolo a vendere oltre 35 milioni di copie in Italia.

Dopo la prima timida pubblicazione tedesca, le sue storie prendono il volo anche in altri paesi e vengono tradotte in 50 lingue, con oltre 180 milioni di vendite in tutto il mondo. In Francia Geronimo è pubblicato da Albin Michel Jeunesse, in Spagna dalla Editorial Destino, negli Stati Uniti dalla Scholastic (ricordatevi questo nome).

Presto alla raccolta Storie da ridere vengono affiancati nuovi spin-off, collegati alla serie principale: l’iconica saga del Viaggio nel Regno della Fantasia, con le pagine puzzolenti da grattare e annusare; i racconti horror della gotica culona per eccellenza: Tenebrosa Tenebrax; le avventure delle mitiche Tea Sisters; gli esilaranti gialli di Ficcanaso Squitt.

Alla fine il topo esce anche dalle pagine del libro e Stilton diventa un fenomeno transmediale. Calabrese lo definisce:

Nascono gadget, videogiochi e perfino un musical. Una mascotte di Geronimo va in giro per le librerie a firmare i libri dei bambini.

In tutti questi casi il concetto di isomorfismo ritorna: i media si moltiplicano, ma i protagonisti e le dinamiche sono praticamente sempre gli stessi. La grande diversità e la varietà di proposte mediatiche mantengono il pubblico sempre interessato e curioso di vedere in che modo un nuovo linguaggio sarà “topizzato” da Geronimo e dai suoi amici. Calabrese definisce la caratteristica vincente di Stilton:

E’ così che Geronimo è diventato l’icona pop che tutti conosciamo. Un po’ come Barbie, ha superato i confini imposti dalla propria creatrice e si è trasformato in simbolo polisemico: emblema dell’eccellenza editoriale italiana, compagno di gioco, ricordo infantile, ennesima iterazione di stucchevole buonismo. Geronimo è tutto questo.

Per capire cosa rappresenti per noi, invece, nel prossimo capitolo partiremo col raccontare l’incredibile storia personale della sua autrice. Prometto una massiccia dose di trash.

Come sempre, viva il topo e buona lettura!

Fonti bibliografiche

  • Calabrese Stefano, Geronimo Stilton e gli indici edonici, Forme, strategie e mutazioni del racconto seriale, Between, VI.11, 2016. link
  • Contributori di Wikipedia (2026, 22 gennaio). Geronimo Stilton. Wikipedia, l’enciclopedia libera. link
  • Enciclopedia della Matematica (2013). Isomorfismo. Treccani. link
  • Mariani Maddalena. Cos’è la focalizzazione interna? Significato ed esempi. Edigho – Formazione editoriale. link
  • Riccardi Irene Claudia (a cura di), Geronimo Stilton il fenomeno – Guida autorizzata al topo che ha conquistato il cuore di milioni di bambini. Casale Monferrato, Edizioni Piemme, 2004.
  • Stilton Geronimo, Das Geheimnis des Smaragdauges. Rheinfelden, OZ Verlag GmbH, 1999.
  • Stilton Geronimo. Home. Geronimo Stilton World. link
  • Stilton Geronimo, Il misterioso manoscritto di Nostratopus. Casale Monferrato, Edizioni Piemme, 2000.
  • Stilton Geronimo, Il mistero dell’occhio di smeraldo. Milano, Dami Editore, 1997.
  • Stilton Geronimo, Il mistero dell’occhio di smeraldo. Casale Monferrato, Edizioni Piemme, 2000.

2 responses to “Capitolo 1 – La nascita del mito”

  1. Avatar Gavino
    Gavino
  2. Avatar giobuno
    giobuno

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