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Martedì 12 marzo 2024 ho conosciuto Elisabetta Dami e le ho detto che sono ossessionata dal suo topo.
All’Università Cattolica di Milano era stata organizzata una lezione aperta al pubblico – un’open lecture, come la vendevano loro – dal titolo: “Geronimo Stilton: a character and his values for a worldwide success”. Un incontro di due ore, totalmente in lingua inglese, organizzato dal dipartimento di scienze e comunicazione dello spettacolo, durante il quale l’autrice avrebbe raccontato la storia editoriale di Geronimo e le scelte comunicative e stilistiche che hanno contribuito al suo successo.
La soffiata mi era arrivata dalla mia ex coinquilina, che lavorava in università (grazie Marghe, se mai leggerai).

Dovete immaginare che all’epoca avevo da poco cominciato a scrivere questo saggio e, più andavo avanti con la ricerca, più riscontravo lacune nelle informazioni che raccoglievo e nascevano in me mille dubbi a cui non trovavo risposta da nessuna parte. Un serio e professionale incontro universitario con la scrittrice mi sembrava il luogo ideale in cui chiarire ogni mia perplessità.
Ho spiegato le mie intenzioni al mio carissimo amico Kevin, che si è fatto prestare una telecamera da un collega e si è offerto di accompagnarmi.
E’ così che quel pomeriggio di marzo ci siamo infiltrati in università, fingendoci dei content creator che avevano bisogno di raccogliere materiale per il loro canale YouTube – vi ripeto che la lezione era aperta al pubblico, quindi non ci sarebbe stato alcun bisogno di tutta questa messa in scena, ma la verità è che ci volevamo divertire un po’ prendendo in giro l’ambiente istituzionale della Cattolica.
Siamo entrati in una minuscola aula sotterranea con la telecamera accesa, prendendo posto tra studenti e professori, e abbiamo visto per la prima volta in carne e ossa la mitica Elisabetta Dami.
Da lì sono cominciate due delle ore più magiche della mia vita.


Fino a quel momento, un aspetto che mi aveva sempre colpito leggendo e ascoltando le interviste di Dami è il modo formulaico in cui si racconta. In qualunque occasione e modalità parli di sé, Dami ripete sempre le stesse frasi ed espressioni per descrivere determinati momenti della sua vita con Geronimo. Sembra quasi seguire un copione fisso, imparato a memoria.
Potete farvene un’idea ascoltando la sua intervista sul canale YouTube di Dario Moccia, qui il link. Moccia è uno dei pochi intervistatori che ho visto porle domande diverse dal solito, anche su questioni tecniche e produttive, in maniera diretta e precisa; come sempre però, Dami non risponde in maniera lineare e finisce spesso per fare giri di parole immensi, degni dei migliori politici italiani, ripetendo i suoi soliti slogan.
Vi riporto qualche esempio tratto da diverse video interviste:
- L’aneddoto della macchina da scrivere: “Mio padre mi regalò questa macchina, che è una Valentaine, ormai un pezzo di design della Olivetti, e mi disse: «Adesso puoi cominciare a scrivere le tue storie»” (Link, min. 5:38) – “A 7 anni mi regalò la mia prima macchina da scrivere, la mitica Valentine, (…) e mi disse: «Adesso hai una macchina da scrivere, prova a scrivere».” (Link, min. 19:58)
- La storia segreta: “Geronimo, tanti sanno chi è, ma non tutti conoscono la sua storia vera, segreta e meravigliosa. E io oggi ve la racconterò, la condividerò con voi.” (Link, min. 9:12) – “Sono felice di raccontarvi oggi la storia segreta di Geronimo, perché tanti lo conoscono ma non tutti sanno come sia nato.” (Link, min. 2:46)
- Dubbi di trasporto: “I ragazzi ci scrivono tantissime lettere chiedendoci dei consigli. Per esempio chiedendoci: «Ma se volessi venire a trovarti sull’isola dei Topi devo prendere l’aereo, il treno?»” (Link, min.12:52) – “Infatti i bambini spesso mi scrivono chiedendomi: «Senti Geronimo, ma come si fa ad arrivare nell’isola di topi? Con il treno, l’aereo?»” (Link, min. 13:18)
- La bussola d’oro: “Questa è una bussola d’oro. Perché i valori etici fondamentali e universali di Geronimo sono come una bussola d’oro che nei momenti difficili della vita ci aiuta a trovare sempre la direzione giusta.” (Link, min. 25:57) – “Io spesso dico ai ragazzi che i valori etici sono come una meravigliosa e magica bussola d’oro, che nei momenti difficili della nostra vita ci aiuta a prendere le decisioni giuste.” (Link, min. 4:39)
- Il topo curioso:”Il topo a me piace perché è molto curioso come me e come i bambini.” (Link, min.14:35) – “I topi sono curiosi, pieni di risorse e di inventiva. Sono curiosi come i bambini e come me.” (Link, min. 5:33)
- Col cuore: “Furono libri scritti col cuore, per arrivare al cuore dei ragazzi” (Link, min. 4:58) – “Geronimo nacque non come fenomeno commerciale, ma dal mio cuore per arrivare al cuore di tutti i bambini” – “Tutte queste avventure partono dal mio cuore per arrivare al cuore di chi legge.” (Link, min. 1:19 e 5:38)
Tornando a noi, quel pomeriggio in Cattolica, mentre scorrevano le immagini di una buffissima presentazione PowerPoint, ho riconosciuto uscire dalla bocca di Dami molte delle sue solite espressioni.
E più ascoltavo, più cresceva in me un unico desiderio: scalfire la superficie di quella recita.


Ora non fraintendetemi, comprendo benissimo perché Dami utilizzi una modalità comunicativa così rigida.
E’ un’autrice per bambini, è naturale che voglia proiettare un’immagine di sé il più pulita e family friendly possibile. Anche quando parla con degli adulti mantiene un tono leggero e materno, che strizza l’occhio al lato infantile dell’interlocutore. Sa che chi l’ascolta è probabilmente legato in maniera affettiva ai suoi personaggi e alle sue storie e, proprio per questo, non perde mai l’occasione di far leva sull’effetto nostalgia.
Parliamo, inoltre, di una scrittrice estremamente riservata, che cela la propria identità dietro lo pseudonimo di un topo. Capisco che, nelle poche volte in cui si espone, cerchi di avere il controllo fino in fondo, per evitare di lasciar trapelare troppo.
E poi quello di Geronimo è un franchising famosissimo in tutto il mondo, per cui lavorano migliaia di persone e decine di aziende che generano milioni di euro di fatturato. Utilizzare una comunicazione curatissima per mantenere immacolata la reputazione della sua autrice mi sembra il minimo. Autrice che, tra l’altro, è impegnata in numerose associazioni ed enti benefici (WWF, Terre des Hommes, Antoniano Onlus, ecc.).
Quindi sì, capisco perfettamente il motivo per cui Elisabetta Dami si esprime in un certo modo, ma lo trovo comunque molto divertente.
Sarà il suo impeccabile aplomb da sciura borghese (slay queen) unito all’incredibile entusiasmo e frequenza con cui parla di roditori; sarà la leggera nota melodrammatica che accompagna incessantemente la sfilza di valori buonisti che guidano la penna di Geronimo; sarà la sua capacità di farsi voler bene nonostante i suoi evidenti privilegi da boomer benestante; sarà che sono l’unica persona al mondo ad aver sentito la maggior parte delle sue interviste e a riconoscere i suoi pattern comunicativi; sarà l’inisme di tutti questi fattori. Io la adoro.
E quel giorno, in Cattolica, la volevo mettere un po’ in difficoltà, cercando di farla uscire dai suoi soliti binari.
Ho approfittato del momento dedicato alle domande dal pubblico.
Sono stata la prima ad alzare la mano e le ho chiesto perché, da artista donna, avesse scelto un personaggio protagonista di sesso maschile e se si fosse mai pentita di questa decisione.
Dami mi ha stupita, perché mi ha dato una risposta secca: sì, col senno di poi si era pentita, ma negli anni ’90 l’editoria seguiva regole diverse rispetto a oggi.
Le mie puntigliose osservazioni femministe non l’avevano fatta vacillare più di tanto.
Dopo un altro paio di interventi ho chiesto di nuovo la parola e le ho domandato perché il design dei personaggi sia stato cambiato nel corso degli anni, dai primi libri fino alla realizzazione della serie TV animata. Anche lì, nessuna esitazione, mi ha elencato tutte le ragioni produttive dietro a determinate scelte stilistiche e ha ammesso la sua predilezione per gli acquerelli di Matt Wolf.
Ancora una volta, non un tentennamento.
Per finire, ho pregato Kevin di farle un’ultima domanda al posto mio, giusto per non sembrare una stalker. Lui ha accettato, suo malgrado, e le ha chiesto se avesse mai riscontrato problemi con uno dei tanti paesi in cui Geronimo viene distribuito (il nostro intento era accennare vagamente a una disputa reale che il topo ha avuto con Israele, ne parleremo più avanti in un succoso articolo dedicato). Anche in questo caso, Dami non ha battuto ciglio e ha subito raccontato un aneddoto innocuo: una volta la casa editrice Scholastic le aveva sconsigliato di pubblicare negli Stati Uniti un libro sulla storia di un gruppo di nativi americani, essendo lei un’autrice caucasica.
Il mio piano era fallito.
Dopo la conferenza era stato previsto un breve momento di meet and greet, così mi sono messa in fila per salutare il mio idolo da vicino e farle firmare una prima edizione di Il Mistero dell’Occhio di Smeraldo della Piemme, che avevo portato per l’occasione.
Mentre aspettavo, un collaboratore di Dami mi ha fatto un cenno e mi ha chiesto: “Ma tu perché sai tutte queste cose su Geronimo?”
E io non ho potuto fare altro che rispondere: “Perché ne sono ossessionata”.
Quando è arrivato il mio turno, mi sono ritrovata faccia a faccia con Dami.
Mi ha detto: “Grazie per le tue domande, sono state molto interessanti”, con un sorriso tranquillissimo in volto.
Io non potevo credere che stesse succedendo sul serio. Kevin, accucciato poco lontano, ci filmava con la telecamera.
Mi sono presentata e le ho dato il mio libro dicendo :”E’ una prima edizione…”
Lei l’ha aperto e ha scritto qualcosa.
Poi ho aggiunto: “Sa, è un onore per me conoscerla, sto facendo una ricerca molto approfondita su Geronimo”.
“Ma davvero? Infatti ti ho visto informatissima! Se dovesse servirti altro, chiedimi pure.”
Senza che le dicessi altro, ha cominciato a parlarmi di quanto ami usare l’ironia quando scrive, che per lei è lo strumento essenziale. Come la capisco. Spero che se ne ricordi, se mai leggerà queste righe (ti adoro Elisabetta).
Tutto questo in meno di due minuti. Alla fine mi ha guardata di nuovo con quel suo sorriso arcaico, l’ho ringraziata e sono andata via.
Che icona.


Io e Kevin siamo usciti dall’università fin troppo euforici e ci siamo fermati in un bar lì vicino per festeggiare con un aperitivo.
Ma ecco arrivare il colpo di scena.
Mentre sorseggiavo il mio spritz, mi è venuto in mente di dare un’occhiata alla dedica lasciata da Dami sul libro, visto che durante il nostro colloquio ero troppo frastornata e non avevo badato a cosa avesse scritto.
Ho tirato il volume fuori dalla borsa, l’ho aperto e con sommo orrore ho letto: “Per Maddalena. Geronimo Stilton”.

Quell’incredibile donna, anche al culmine del nostro incontro, non si era smentita e aveva deciso di rimanere fedele a se stessa. Mi aveva negato la sua vera firma e si era nascosta ancora una volta dietro il suo topastro.
D’altronde, uno dei dogmi che ripete nelle interviste è che Geronimo debba sempre parlare al suo posto. Perché mai avrebbe dovuto fare un’eccezione per me?
A distanza di due anni, ripenso a quella giornata come un momento altissimo del mio lavoro di ricerca. Scherzi a parte, durante la conferenza Dami ha spiegato concetti che hanno chiarito moltissimi dei miei dubbi e sono uscita da quell’aula più preparata di come ci sono entrata.
La cosa più importante che ho capito è che, nonostante l’atteggiamento di Dami sia probabilmente incentivato da un bravissimo consulente di comunicazione, la sua iconica riservatezza borghese e la spigliatezza nel rispondere nel modo più diplomatico possibile, in fondo, fanno proprio parte di lei e della sua personalità. Teniamolo a mente quando analizzeremo il personaggio di Geronimo.
Come sempre, viva il topo e buona lettura!
Fonti bibliografiche
- Dami Elisabetta, Fornasari Eleonora (introduzione di), Fumagalli Armando (introduzione di), Geronimo Stilton: a character and his values for a worldwide success. Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, Aula G.001 Bontadini, 12 marzo 2024.
- DarioMocciaArchives (2025, 12 febbraio). ELISABETTA DAMI: La mamma di Geronimo Stilton | Intervista con Dario Moccia. YouTube. link
- ondawebtv (2023, 24 marzo). Elisabetta Dami, la “creatrice” di Geronimo Stilton a Caserta. YouTube. link
- Oscar Di Montigny (2025, 30 maggio). Gocce di Gratitudine – Elisabetta Dami e Oscar Di Montigny: Storie che ispirano. YouTube. link
- RSI Info (2024, 1 gennaio). Elisabetta Dami – Lo Specchio | RSI Info. YouTube. link


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